Eupatorium (Canapa Acquatica)

Pianta erbacea perenne, con rizoma sotterraneo da cui sorgono fusti eretti, striati, pubescenti, spesso rossastri, ramificati nella parte superiore, che raggiungono 60 - 150/200 cm. di altezza. Le foglie opposte, le inferiori lanceolate - acuminate a margine dentellato, le superiori divise a 3 - 5 lobi lanceolati, con apice acuto. Le infiorescenze formano numerosi corimbi appressati all’estremità del fusto. Ogni capolino è formato da 4 - 6 flosculi dal color rosa - porpora al malva ed è circondato da un anello di brattee verdi con margine arrossato, ottuse ed embriciate. I flosculi tutti tubolosi hanno una corolla a 5 lobi, lo stilo è bianco e distintamente bilabiato. I fiori sono ermafroditi, profumati tenuamente, e vengono impollinati da api e farfalle. Il frutto è un achenio ovale-oblungo rugoso di 3 - 4 mm con 5 costolature longitudinali, coronato da un pappo bianco setoloso


Antesi: luglio - ottobre


Distribuzione in Italia: comune in tutte le nostre regioni, dalla pianura alla montagna sino a 1400 metri di altitudine


Habitat: cresce in luoghi umidi, boschi freschi, argini dei fiumi, dei canali e dei fossi, nelle paludi, ma anche in suoli incolti e ruderali, dal mare alla zona montana


Proprietà ed Utilizzi: era già noto nell’antichità per le proprietà vulnerarie e aperitive delle foglie, mentre i rizomi contengono principi vermifughi e purgativi. Per uso interno in caso di artriti, reumatismi, raffreddori con febbre e influenza. In eccesso è emetica e purgativa. La radice è lassativa, mentre le foglie e le sommità fiorite hanno anch’esse proprietà blande lassative, ma esercitano una ottima azione diuretica, sudorifera, depurativa ed espettorante. Recentemente è usata come immunostimolante ed antinfiammatorio, contribuendo a rendere l’organismo più resistente contro le infezioni virali. (Se vengono isolati gli alcaloidi pirrolizidinici). Per uso esterno viene utilizzata anche nei casi di psoriasi, eczemi, foruncolosi, ulcere, piaghe e come insettifugo per gli animali. La pianta non è commestibile, ma è buona mellifera. Contiene degli alcaloidi pirrolizidinici che hanno dimostrato un notevole grado di epatotossicità nell’essere umano. Sospetti anche di indurre tumori epatici e cirrosi epatica




 

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